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Un confronto tra modelli scolastici internazionali

Modelli scolastici internazionali: Un confronto tra Italia, Paesi Bassi e gli Stati Uniti.

Viviamo in un mondo globalizzato, ma l’istruzione è ancora un “affare nazionale”, con enormi differenze tra i diversi Paesi del mondo. Ad esempio da uno Stato all’altro le vacanze scolastiche estive possono durare da 6 a 14 settimane, o l’orario di inizio delle lezioni che può variare dalle 07:00 alle 09:00, e terminare dalle 13:00 alle 17:00, o ancora gli insegnanti possono avere un diverso grado di autonomia di fare ciò che vogliono per ottimizzare l’istruzione, o per proporre Test standardizzati per decidere se lo studente andrà all’università o no.

Questo articolo cerca di capire le differenze tra più modelli scolastici internazionali con l’obiettivo di recepire le “best practices” di ciascuno di essi. Questo è particolarmente rilevante nell’era digitale. Nuove opportunità educative come piattaforme didattiche digitali, eserciziari digitali e contenuti creati dal docente si stanno sviluppando rapidamente, offrendo il potenziale per rivoluzionare l’istruzione e l’apprendimento. 

Digital learning e-learning edtech students

Confrontare i modelli scolastici internazionali non è facile, soprattutto se l’obiettivo è quello di imparare dagli altri paesi. Le culture locali variano, ad esempio, nella quantità di rispetto per i docenti da parte degli alunni. La lingua di un paese può essere meno difficile da imparare, e questo libera tempo per studiare altre materie (benedetti gli studenti italiani, che non subiscono l’ortografia inglese, i caratteri cinesi o la grammatica russa!). Ma il problema principale è l’interazione tra i vari aspetti di un sistema e modello. Non si può semplicemente osservare un grafico di correlazione tra modello e risultato ed estrarne una conclusione. Ad esempio, sembra che vi sia una relazione negativa tra la divisione degli alunni in più livelli intellettuali a 12 anni ed i risultati di apprendimento a 18 anni; ma non vuol dire che un paese andrà a migliorare i risultati di apprendimento se farà integrare le scuole secondarie!

Questo articolo è basato sull’esperienza personale dell’autore sia come studente nei sistemi scolastici olandesi ed americani, sia come imprenditore nell’istruzione in Italia, Olanda, Francia e Germania,  sia come ricercatore informale di modelli scolastici internazionali. Questi paesi forniscono ottimi esempi per un confronto, essendo tutti paesi dell’OCSE che coprono la maggior parte della varietà di modelli scolastici che si vede nel mondo occidentale.

Una descrizione di base dei diversi sistemi educativi

Probabilmente conoscete già il sistema scolastico italiano. Le scuole italiane sono di solito di proprietà pubblica ma esistono anche delle scuole private indipendenti. I bambini entrano nella scuola primaria a 6 anni ed escono dalla scuola superiore a 19. La scelta della scuola secondaria (liceo, tecnico, professionale) dipende dalle capacità e dalle preferenze dell’alunno. Un grosso problema è la mancanza di fondi. 

Nei Paesi Bassi le scuole sono indipendenti, ma quasi sempre finanziate dal governo. I bambini entrano nella scuola elementare a 4 anni e passano dai 12 ai 18 anni all’istruzione secondaria. L’ultimo è diviso in 4 tipi, a seconda del punteggio ottenuto dall’allievo nel test CITO nazionale e da altre valutazioni. All’interno di questi, gli studenti passano ad un “profilo” a circa 15 anni. Una grossa problematica è causata dalla mancanza di insegnanti in un mercato lavorativo competitivo e la lotta con una burocrazia didattica piuttosto massiccia.

Negli Stati Uniti le scuole tendono ad essere di proprietà del governo provinciale, ma le scuole private hanno una quota di mercato significativa. I bambini entrano nella scuola primaria a 6 anni, nella scuola media a 12 e nella scuola superiore generale a 15 anni di età. Fra i vari problemi dell’istruzione americana si evidenziano le differenze nei livelli di opportunità tra scuole e aree geografiche, così come insegnanti sottopagati e sovraccaricati (così come in Italia e Olanda).

I percorsi nei modelli didattici internazionali

I percorsi nei modelli didattici internazionali.

Fonte: wikipedia

Approcci didattici nei modelli scolastici internazionali

Oltre ai flussi educativi tra Paesi ci sono grandi differenze negli approcci didattici. Per far emergere queste differenze è sufficiente analizzare come i singoli insegnanti creano una programmazione annuale, mensile e settimanale

  1. La maggior parte degli insegnanti olandesi deve rispettare il corso/curriculum scelto dalla scuola,
  2. Ai docenti italiani è garantita la totale libertà didattica,
  3. Negli enormi e diversi Stati Uniti, i School Board (consigli scolastici provinciali) e le scuole sono costantemente alla ricerca del un rapporto ottimale tra indipendenza dell’insegnante e della scuola e standardizzazione e diffusione di “best practices”.

Aspetti didattici di modelli scolastici internazionali

Aspetti didattici di modelli scolastici internazionali. Photo courtesy of Michael Blok

Fonte: Wikipedia, esperienza personale e osservazione

Gestione delle scuole

Le scuole di tutto il mondo hanno sempre lo stesso aspetto: un edificio con aule con 20-30 alunni e un insegnante che insegna di fronte ad ogni classe. Ma il modo in cui le scuole sono raggruppate, gestite e finanziate è molto diverso tra i paesi. 

I Paesi Bassi hanno una politica rigorosa di indipendenza scolastica, sebbene il governo richieda processi di gestione didattica professionale in cambio del finanziamento di una scuola. 

Le scuole italiane invece sono di proprietà dello stato, ma in pratica godono di molta libertà, anche se, il governo, presta molta attenzione alla responsabilità finanziaria. 

Le scuole statunitensi sono piuttosto locali, e sia gli approcci che gli standard possono variare notevolmente.

Gestione delle scuole nei vari modelli scolastici internazionali

Gestione delle scuole nei vari modelli scolastici internazionali. Photo courtesy of Michael Blok

Fonte: Wikipedia, esperienza personale e osservazione

Osservazioni personali

Finora ci siamo concentrati su informazioni misurabili su come i sistemi educativi differiscono fra loro. Ma ha senso aggiungere osservazioni personali, data la posizione relativamente unica dell’autore nell’esperienza di prima mano in questi tre sistemi educativi?

L’osservazione chiave, direttamente collegata all’obiettivo di questo articolo, sta nel livello di istruzione raggiunto alla fine dell’istruzione obbligatoria. Sembra che i Paesi Bassi (NL) e l’Italia (IT) siano piuttosto vicini, sebbene il livello di matematica sia un pò più alto nei Paesi Bassi a 18 anni di età rispetto al livello italiano a 19 anni. Ho osservato, ad esempio, che in matematica ad esempio, la rotazione di funzioni integrali non è spesso studiata nelle scuole superiori italiane mentre in Olanda gli alunni di livello alto (VWO) studiano spesso quell’argomento.

Gli Stati Uniti, tuttavia, sembrano essere molto indietro. Il test nazionale finale SAT, a 17-18 anni, non è così lontano dall prova CITO olandese fatta a 11 anni di età. Negli Stati Uniti esistono molte scuole eccellenti, anche se la scuola media privata dove ho fatto i miei studi era indietro di alcuni anni scolastici rispetto al sistema olandese. Avevo lavorato su funzioni e algebra nella sesta classe olandese, mentre nella scuola americana si stavano trattando le addizioni a due cifre (22 + 49 = ?), per passare alla semplice moltiplicazione nella settima classe (9 x 12 = ?). Le scuole in aree meno privilegiate hanno difficoltà a far leggere e scrivere in modo efficace tutti i loro alunni; persino l’Università di Harvard ha lezioni di riparazione di lettura. Naturalmente, gli studenti che escono da Harvard dopo 8 anni con un dottorato di ricerca sono di livello eccellente. 

Un’altra osservazione interessante è che gli studenti italiani sembrano raggiungere un livello molto alto di matematica nella scuola primaria. Questo vantaggio tende a sparire alla fine della scuola media, come dimostrato dal mio lavoro per Snappet e AndersWinst. Un aspetto questo che dovrebbe far riflettere chi si occupa dell’istruzione italiana.  

Suggerimenti

Sulla base del confronto tra i modelli scolastici internazionali e dell’esperienza personale maturata in tanti anni di lavoro nel settore, mi permetto di avanzare qualche suggerimento, basato prevalentemente sull’osservazione (e pertanto come tali vanno trattati), su come migliorare l’istruzione.  

Nei Paesi Bassi i docenti meritano più libertà per essere flessibili con le programmazioni e gli approcci didattici. E gli insegnanti potrebbero anche essere più attivi nel “conquistare” quella libertà.

Il governo italiano potrebbe considerare di aumentare (ancora di più) il potere delle direzioni scolastiche nel valutare la qualità dei docenti e dare loro istruzioni. E i docenti potrebbero essere più aperti a sviluppi internazionali e digitali, con l’obiettivo di migliorare l’apprendimento.

Negli Stati Uniti, la sfida principale consiste nel ridurre la disparità finanziaria tra le scuole. Sarebbe anche una buona idea quella di concentrarsi maggiormente sulle abilità accademiche di base e di perdere la paura di fornire un feedback forte agli studenti che non si stanno impegnando troppo. 

Naturalmente, tutti i sistemi di istruzione trarrebbero beneficio dal feedback diretto, dalla gamification e dai risultati di apprendimento migliorati, offerti da sistemi come Kpito e Ticit!