Blog

La scuola dell’obbligo in Finlandia

Scuola moderna Finlandese

La Finlandia è considerata il Paese con il miglior sistema scolastico al mondo.

Dai test PISA (Programme for international study assessment) dell’OCSE, uno studio condotto su 400.000 studenti sui 15 anni di 57 paesi differenti che valuta la preparazione degli studenti, è emerso che gli studenti finlandesi sono i più preparati in lingua, matematica e scienze.

In Fin­lan­dia non esi­sto­no scuo­le pri­va­te, tut­te le scuo­le del­l’ob­bli­go so­no pub­bli­che, e tut­ti i bam­bi­ni frequen­ta­no le stes­se scuo­le a pre­scin­de­re dal­lo sti­pen­dio o dal li­vel­lo di istru­zio­ne dei ge­ni­to­ri. Questo significa omogeneità dell’istruzione e non istituti di serie A e di serie B: tutti frequentano la loro scuola di zona. In Fin­lan­dia nes­su­no può sce­glie­re una scuo­la di­ver­sa per i pro­pri fi­gli, non esi­sto­no nem­me­no scuo­le spe­cia­li per bam­bi­ni con par­ti­co­la­re ta­len­to o con dif­fi­col­tà par­ti­co­la­ri (BES, DSA, etc.).

Le scuo­le so­no or­ga­niz­za­te in mo­do che i ra­gaz­zi con disabilità o con bi­so­gni spe­cia­li ven­ga­no in­clu­si in tut­te le at­ti­vi­tà,  ci sono classi attrezzate e docenti ed educatori dedicati, ma al contempo lavorano con i compagni in alcune discipline. L’in­se­gna­men­to di so­ste­gno in Fin­lan­dia è af­fian­ca­to da psi­co­lo­gi, me­di­ci, con­su­len­ti, as­si­sten­ti so­cia­li e al­tre fi­gu­re.
Pri­ma del­l’i­ni­zio del­la scuo­la ele­men­ta­re i ge­ni­to­ri pos­so­no sce­glie­re li­be­ra­men­te se far fre­quen­ta­re ai pro­pri fi­gli la “esi­kou­lu”, dove me­tà del­la gior­na­ta è im­pie­ga­ta in at­ti­vi­tà di ti­po sco­la­sti­co, men­tre nel­l’al­tra me­tà si svol­go­no le at­ti­vi­tà ti­pi­che di un asi­lo.
Al­l’e­tà di set­te an­ni i bam­bi­ni fin­lan­de­si ini­zia­no la scuo­la del­l’ob­bli­go, che du­ra no­ve an­ni.
La scuola Finlandese privilegia la capacità di fare domande a quella di dare risposte pre-confezionate. L’ascolto e l’osservazione del docente prevale sul suo intervento diretto. Si impara facendo e fino a 13 anni non ci sono voti.
Il concetto di classe è superato da tempo e si lavora per gruppi e sottogruppi di apprendimento dove ogni studente può trovare ciò di cui ha più bisogno: un approfondimento, un recupero o lo sviluppo di un particolare talento.
ll focus è centrato sullo studente e sulle relazioni: si dà più im­por­tan­za al­la re­spon­sa­bi­li­tà e al­la fi­du­cia che al­le ve­ri­fi­che o agli esa­mi.
Nel sistema finlandese la tecnologia è un normale strumento didattico, al pari di altri. Ogni aula è attrezzata e quasi tutti i ragazzi hanno un tablet in dotazione. I docenti sono preparati ad utilizzare le tecnologie ed ogni scuola ha alcuni docenti molto esperti nel settore. Molte delle relazioni burocratico-amministrative scuola-famiglia avvengono per via informatica.
Gli insegnanti

Tut­ti gli in­se­gnan­ti ri­ce­vo­no un’ot­ti­ma for­ma­zio­ne, e an­che chi la­vo­ra nel­le scuo­le ma­ter­ne de­ve formarsi al­l’u­ni­ver­si­tà.

La scuola provvede all’assunzione dei docenti attraverso un comitato di gestione degli istituti, formato da insegnanti e genitori, che analizza i curricoli e fa i colloqui.

La qualifica mi­ni­ma per in­se­gna­re in prima elementare è la lau­rea magistrale in teacher training, e la selezione per chi vuole intraprendere la carriera di docente è molto severa: sol­tan­to il 10% ot­tie­ne il po­sto.

Vengono assunti dalle scuole e possono essere licenziati dalle scuole, ed assumono uno status sociale importante socialmente, e devono continuamente tenersi aggiornati e preparati e devono superare esami durissimi per poter insegnare. In Fin­lan­dia ci si fi­da de­gli in­se­gnan­ti esattamente co­me ci si fi­da di un den­ti­sta, di un me­di­co, di un avvocato o di qual­sia­si al­tro professionista.

Gli in­se­gnan­ti in Fin­lan­dia ten­do­no a non da­re valutazioni negative agli al­lie­vi: san­no che que­sto ri­schia di diminuire la lo­ro mo­ti­va­zio­ne e in­di­ret­ta­men­te di au­men­ta­re la diseguaglianza so­cia­le.

La valutazione dei ra­gaz­zi è ba­sa­ta su una filosofia secondo la quale ogni stu­den­te vie­ne giu­di­ca­to a parti­re dal­le sue stes­se abi­li­tà e dal potenziale che cia­scu­no pos­sie­de se­con­do il pa­re­re del sin­go­lo insegnante: un 8 (in una sca­la da 4 a 10) significa che si è mi­glio­rati in ba­se al­la pro­pria con­di­zio­ne di par­ten­za ed al­la pro­pria si­tua­zio­ne per­so­na­le. Quin­di an­che un al­lie­vo per il qua­le la ma­te­ma­ti­ca è dif­fi­ci­le, che ha difficoltà con la let­tu­ra o con la scrit­tu­ra, ma che si ap­pli­ca e fa eser­ci­zi e stu­dia di­li­gen­te­men­te, può ar­ri­va­re ad un 8.

Con la riforma del 2015, il ministero dell’istruzione finlandese ha abolito le lezioni frontali (il docente in cattedra che spiega ad alunni passivi) e introdotto la collaborazione tra insegnanti e ragazzi.

L’importanza di un atteggiamento sperimentale come quello finlandese può portare i maestri a pensare fuori dagli schemi, a beneficio di tutto il sistema scolastico.