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La digitalizzazione scolastica “easy”

Classe

Long read sulle visioni raccolte sulla base delle nostre esperienze nell’istruzione e nel digitale.

La digitalizzazione della scuola è un tema molto importante e molto sentito. La strategia del Ministero dell’Istruzione negli anni scorsi è stata maggiormente focalizzata nel fornire hardware (tablet/PC) a scuole e classi selezionate (le 2.0), e spingere l’adozione di WiFi e lavagne interattive.

I risultati positivi di questo processo di digitalizzazione, anche se non particolarmente visibili, ci sono certamente stati: ad esempio le scuole Senza Zaino hanno potuto alleggerire gli zaini dei bambini, l’istruzione di coding è probabilmente stata spinta dalla presenza di più computer nella scuola, e gli alunni sono più abituati ad utilizzare computer per lavorare, come nel creare report o presentazioni.

Vantaggi interessanti, certo, ma non rivoluzionari, né provati scientificamente. E il sentimento comune rimane che la digitalizzazione potrebbe avere effetti più rivoluzionari, come l’ha avuta nel  mondo  dello  shopping, dei viaggi o della comunicazione.

Esperienze di digitalizzazione di successo.

Fortunatamente c’è un modello di digitalizzazione che offre solo vantaggi, e che apporta un risparmio netto di costi. Si tratta di un modello ispirato dalle esperienze nelle scuole olandesi e belghe dal 2011 è che ha un potenziale davvero rivoluzionario!

Nel 2015, 2 ricerche scientifiche da 2 università olandesi mostravano miglioramenti  del 40-50% nei risultati di apprendimento grazie agli strumenti digitali. Gli “alunni digitali” imparano molto più velocemente degli alunni che usano metodi tradizionali. Se questi risultati fossero replicati a livello mondiale, sarebbe la rivoluzione più iomportante nell’istruzione sarebbe la rivoluzione più importante nell’istruzione dopo l’introduzione dell’insegnamento classicale, migliaia di anni fa.

I vantaggi della digitalizzazione easy non consistono solo nel miglioramento dei risultati, ma anche di grandi risparmi di tempo, alunni più motivati, costi ridotti e docenti più valorizzati.

Ammodernare la metodologia didattica: grandi risultati, piccole risorse.

La ricetta della digitalizzazione easy sono facilmente individuabili in alcuni elementi chiave:

    – Focus su obiettivi pratici e utili. Una digitalizzazione intelligente non deve avere come obiettivo l’acquisto di strumenti fighi. In Germania, per esempio, il comune decide sull’acquisto di hardware e ordina spesso materiali molto belli ma didatticamente inutili. Una situazione non interamente sconosciuta in Italia, dove personalmente ho  visto più volte una cassetta di tablet regalati ma inutili e quindi lasciati in un angolo dell’aula.

    – L’eserciziario digitale come elemento chiave e supporto di altri servizi digitali. Con un eserciziario digitale, gli alunni fanno i compiti (es. 4×2=8) sul computer e ricevono un feedback immediato. Il docente vede in tempo reale l’andamento degli alunni e può intervenire quando serve, al livello individuale o collettivo.  Il docente risparmia anche molto tempo nel non dover correggere le risposte degli alunni, e nel preparare lezioni.

    – Apprendimento differenziato. Con il digitale diventa possibile differenziare l’apprendimento senza aumentare i costi o il carico del docente che spinge facilmente contenuti diversi a vari gruppi di alunni o ad alunni individuali. Ovviamente, contenuti/compiti adatti al livello dell’alunno sono molto più motivanti e utili. Il docente più anche utilizzare la modalità Adaptive in cui gli alunni ricevono automaticamente esercizi adatti sulla base delle risposte precedenti.

    – L’apprendimento in rete. Con il digitale diventa molto più facile comunicare con altri docenti. Con servizi come Facebook, Edmodo ed anche il semplice Whatsapp i docenti condividono esperienze, domande e visioni. I servizi digitali utilizzati dovrebbero anche essere web-based (accessibili tramite un browser): aggiornati istantaneamente e utilizzabili ovunque e su ogni dispositivo.

    – L’integrazione dei servizi utilizzati. Una piattaforma didattica deve contenere contenuti (soprattutto esercizi preconfezionati). Solo così il docente potrà visionare i risultati degli alunni in tempo reale. Con l’integrazione, i dati raccolti dagli alunni possono essere analizzati senza fatica. L’integrazione sostituisce anche il numero elevato (spesso non gestibile) di servizi digitali. Per esempio, le scuole olandesi normalmente utilizzano solo i contenuti forniti dalla casa editrice, un eserciziario adattivo integrato e un registro elettronico.

Fantastico, pensa il lettore, ma come finanziarlo? Le scuole italiane spesso hanno poche risorse economiche per adottare nuove tecnologie e contenuti. Si deve capire che la digitalizzazione Easy risponde esattamente a la mancanza di risorse.

Adottare dei servizi e strumenti digitali e pratici apporta spesso un risparmio di costi.   Si può (parzialmente o interamente) eliminare fotocopie, quaderni, compiti di vacanze, matite e l’aula informatica può risparmiare oltre 100 euro ad alunno ogni anno. Però, ci si deve anche rendere conto che c’è spesso un costo netto iniziale, che diventa un risparmio netto solo dal secondo o terzo anno.

Come è possibile adottare queste piattaforme nelle scuole italiane?

E qui le scuole italiane si trovano in una posizione favorevole confrontata, per esempio, con la situazione  con la situazione tedesca o francese. La nostra scuola, che spesso non può contare sul comune per fornire materiali, ha imparato ad arrangiarsi trovando altre fonti di fondi (genitori, sponsor, fondazioni ecc.).  La scuola, se trova i soldi, è libera di sperimentare con vari servizi digitali. Una situazione certamente più positiva di quella di una scuola tedesca o francese.

Non è un caso che sempre più istituti scolastici italiani vogliono interagire con istituti olandesi e belgi (i capoluoghi della digitalizzazione Easy) per capire meglio come si può farsi ispirare dalle esperienze e soluzioni nord-europee. Il numero di scuole italiane che adotta una piattaforma didattica creata sulla base delle esperienze olandesi è in costante aumento.

Michael Blok, Direttore Generale del gruppo AndersWinst. Il gruppo AndersWinst è presente in Italia e Olanda, e fornisce eserciziari digitali in uso ad oltre 100.000 alunni nei due Paesi. Nata nel 2008 ha lo scopo di migliorare la qualità dell’apprendimento e dell’insegnamento tramite le nuove tecnologie.