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Digitalizzazione intelligente: l’importanza di obiettivi definiti bene

La Scuola Senza Zaino, la Classe Capovolta, il Metodo Montessori, approcci didattici nuovi e vecchi che fanno capire che la scuola non è standardizzata, ma varia in base al fattore umano ed all’iniziativa dei dirigenti scolastici, degli insegnanti e dei genitori che iscrivono i propri figli coscienti dell’offerta formativa, scegliendo questo o quell’istituto. Ci sono tanti modi di interpretare il metodo di insegnamento, più o meno innovativi, che non dipendono sicuramente dall’età di insegnanti o dirigenti, ma da una personale predisposizione al rinnovamento ed alla sperimentazione (insegnanti più “pionieri” o più “follower”), sempre nell’interesse dell’apprendimento degli alunni e di favorire una digitalizzazione intelligente.

Negli ultimi anni sono stati introdotti nelle scuole tecnologie come PC, tablet, LIM, wifi, app e software, con investimenti di diversi miliardi dal 2008 ad oggi, allo scopo di ammodernare gli istituti scolastici e supportare i metodi di insegnamento con strumenti digitali (riforma della Buona Scuola). La digitalizzazione della scuola procede a passo spedito, e siamo alla soglia della cosiddetta scuola 4.0; il registro elettronico è oramai diventato di uso comune e continua ad evolversi con l’introduzione di nuove funzionalità.

Ma tutto questo ha apportato benefici in termini di apprendimento? È difficile da dire. Gli zaini sono sicuramente più leggeri per un grande numero di alunni, il coding si impara ovviamente più facilmente quando la scuola contiene strumenti digitali e gli insegnanti possono creare i propri contenuti con sistemi come Moodle.

Vantaggi interessanti, certo. Ma spesso si sentono storie negative raccontate da scuole con esperienza digitale. La scuola ha ricevuto o acquistato una cassetta di tablet, ma senza applicazioni utili il tablet sarà spesso considerato più un rischio che una risorsa: è facile per gli studenti accedere a contenuti inutili per adulti ed il docente ha poco controllo sulla classe mentre sta lavorando.

Gli autori di questo articolo hanno visto più volte cassette di tablet dimenticate in un angolo dell’aula, coperte da polvere, perché il docente non osava più accendere i tablet,  o insegnanti che si lamentano di programmi spesso difficili capire e da utilizzare, o ancora, le grandi promesse del digitale spesso disilluse o non sono congrue con i vantaggi visti nella scuola.

Chiaramente, la digitalizzazione intelligente deve iniziare, come ogni processo serio e ben gestito, con una definizione degli obiettivi del progetto. Che vogliamo fare con i nostri (futuri) strumenti digitali?

Per avviare il processo di digitalizzazione intelligente e di introdurre il digitale nella didattica, è necessario seguire alcuni step. Come sottolineato in articoli precedenti, le prime domande da porsi, prima di intraprendere questo processo sono:

  • Quali obiettivi vogliamo raggiungere con una digitalizzazione intelligente?
  • A cosa serve la digitalizzazione?
  • Perché vogliamo introdurre la digitalizzazione nella nostra scuola?

Sappiamo che i vantaggi sono diversi, e vanno dal miglioramento dei risultati di apprendimento ed una maggiore motivazione per gli studenti, al risparmio di tempo per gli insegnanti, fino al risparmio di costi per la scuola e le famiglie.

Definiamo gli obiettivi

Schematicamente possiamo così sintetizzare più degli obiettivi perseguibili attraverso la digitalizzazione didattica:

Obiettivi didattici

Obiettivi didattici.

Non necessariamente si devono considerare obiettivi vasti e “generali”. Obiettivi pratici vanno benissimo, anzi sono preferibili. Anche se si hanno più obiettivi, è importante elencarli e discuterli, e rendere la strategia digitale della scuola compatibile con la filosofia didattica e la strategia generale istituzionale. Come ogni processo decisionale è necessario identificare la problematica di partenza dell’istituto scolastico, e definire gli obiettivi che con la digitalizzazione si vogliono raggiungere.

Una volta definiti gli obiettivi digitali si andranno a proseguire il processo decisionale di digitalizzazione intelligente: quali servizi utilizzare per raggiungerli, o se è sufficiente utilizzare un solo tipo di servizio (esercizi digitali? Disegnare? Fare report con Word? Video editing? Esercizi digitali?); in questo modo la scelta diventa così molto più chiara ed efficace.